Le battaglie di Mozia

Le battaglie di Mozia

 

Anno di realizzazione: 2003

Dimensioni: cm 37x25x19

 

 

 

“Anche se i Punici amavano il mare, sapevano quanto fosse pericoloso e con quale attenzione dovevano navigare. (…) Le navi da carico si chiamavano gauloi, (rotonde; in latino naves rotunda) a causa delle loro stive arrotondate che consentivano abbondante spazio per la merce. In fenicio la parola era golah, e da questa derivavano l’italiano goletta e forse l’inglese gallery e galleon. Avevano una lunghezza tra i 20 e i 30 metri; le prore culminavano in una coda da pesce oppure in una spirale mentre la prua era decorata con una testa di cavallo. (I Greci, dice Stradone, a volte le chiamavano hippoi. Il cavallo era simbolo di Cartagine). Due enormi occhi erano dipinti sulla prua che, quando navigava, la nave poteva “vedere” e questi occhi la difendevano dal malocchio e spaventavano il nemico. Ma quand’erano ancorate nella laguna di Mozia, questi occhi osservavano i marinai fenici con simpatia. Con tutte queste pupille spalancate le navi dovevano formare uno spettacolo straordinario.”

Gaia Servadio, MOZIA - Alla scoperta di una civiltà scomparsa, Palermo 2003, p.161

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